mercoledì 28 novembre 2012

l'ILVA DI TARANTO CHIUDE!!??...RIPRENDIAMOCELA!!

Il 26 novembre l'ILVA ha annunciato la chiusura immediata del siderurgico di Taranto e quindi, a breve, anche quella degli stabilimenti che ne dipendono: Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica. Stiamo parlando di 12mila posti di lavoro a rischio, che salgono a 20mila considerando anche l'indotto.
Il 26 novembre è arrivata anche una nuova infornata di 7 arresti. Emilio Riva, già ai domiciliari, è stato raggiunto da un nuovo provvedimento così come suo figlio Fabio, che però è scomparso non si sa dove. Ferrante e un altro manager sono stati raggiunti da avvisi di garanzia. Tra gli arrestati anche Michele Conserva, assessore provinciale PD all'Ambiente, accusato di essersi accordato per anni con la proprietà dell'ILVA per coprirne le malefatte; un'accusa simile a quella che emerge dalle carte (anche se non ha ancora portato a un'incriminazione specifica) nei confronti di Nichi Vendola, che in alcune occasioni avrebbe apertamente rassicurato i padroni del suo “interessamento” per difenderne gli interessi. In questa faccenda il centrosinistra è stato il principale complice politico del disastro ambientale, si parla anche di uno scambio epistolare inequivoco tra i Riva e Pierluigi Bersani. A quanto pare almeno due dei “Fantastici 5” non sono proprio dei supereroi.

La FIOM ha immediatamente lanciato un appello a chi era di turno a non abbandonare il posto di lavoro, e agli altri a recarsi normalmente ai cancelli nonostante il blocco dei badge. Gli operai hanno raccolto l'invito, formando dei presidi esterni e interni e determinando di fatto l'occupazione della fabbrica.
Il segretario provinciale della FIOM di Taranto, incalzato telefonicamente da Gad Lerner in televisione, ha voluto specificare che non si tratta di un'occupazione ma di una assemblea permanente “perché noi rispettiamo la proprietà privata”. Questo fa capire come ancora una volta la dirigenza della FIOM di Taranto non sia all'altezza della situazione: mentre Fabio Riva si rende irreperibile e gli stessi iscritti FIOM occupano lo stabilimento, ancora ci si preoccupa della sacralità della proprietà privata? Ma i fatti hanno la testa più dura delle parole e piaccia o meno questa è proprio un'occupazione.
La nostra posizione sull'ILVA e sull'intero gruppo Riva è netta: questo gruppo industriale va espropriato senza indennizzo e posto sotto il controllo di comitati democraticamente eletti di lavoratori e cittadini, per guidarne la trasformazione in senso ecologico, garantendo occupazione, reddito e salute. Nel caso dell'ILVA, il primo passo è sicuramente l'occupazione degli stabilimenti, col coinvolgimento di tutti i reparti e anche dei cittadini di Taranto solidali con questa lotta. Per ottenere questo, chi nel Comitato dei Liberi e Pensanti, nella FIOM-CGIL, nell'USB e in altre organizzazioni condivide l'obiettivo fondamentale di salvare il lavoro e la salute, deve unire le forze per imporre dal basso un fronte unico nell'azione. L'ILVA jonica è quasi una città a sé stante, trasformarla in una fortezza operaia significherebbe far fare un balzo avanti gigantesco alla coscienza di classe di milioni di lavoratori.

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